Fwa Ti rispondo in modo chiaro perché è un tema che sembra semplice ma in realtà non lo è.
Il traffico non è quasi mai locale, soprattutto nelle aree BUL. In queste zone non ci sono CDN locali o cache distribuite, quindi anche contenuti come le partite in streaming non vengono serviti “da vicino”, ma arrivano comunque da nodi centrali o da grandi hub nazionali.
Questo significa che aggiungere punti di raccolta in città come Brescia, Bologna o Napoli non risolverebbe il problema. La saturazione, nella quasi totalità dei casi, non è nei grandi nodi di Milano o Roma, ma nel tratto di accesso, cioè tra il comune e il POP di riferimento. È lì che si crea il collo di bottiglia.
Il trasporto nelle grandi città difficilmente satura, e quando succede è per periodi molto brevi. Il problema è a monte, nella rete di accesso.
Riguardo a Intred che citi, il modello è completamente diverso. Non hanno punti di raccolta distribuiti su larga scala, ma fibra propria. Se guardi bene, operano in una porzione molto limitata del territorio, principalmente nella loro provincia. Questo perché sono infrastrutturati localmente e collegano i comuni tramite fibra di proprietà già esistente.
Replicare questo modello a livello nazionale è di fatto impossibile. I costi sarebbero enormi e i margini del mercato attuale non lo permettono.
Quindi il punto non è dove raccogli il traffico, ma come è costruita la rete di accesso fino a quel punto.