Walker Intervento molto interessante e condivido il livello tecnico della riflessione.
È però corretto precisare alcuni punti.
I provider che hai citato non utilizzano semplicemente IPoE “standard”, ma soluzioni proprietarie o comunque non pienamente interoperabili. Sky WiFi utilizza MAP-T, Iliad MAP-E, Fastweb ha logiche proprie di rete. Non parliamo quindi di un semplice DHCP puro plug and play universale.
Questo comporta vincoli concreti per l’utente finale.
Nel caso Iliad, ad esempio, la box non è realmente eliminabile. Può essere messa in modalità ONT e poi collegare un router a valle, ma questo significa introdurre un apparato in più in casa. Non è una semplificazione architetturale.
Per Sky WiFi servono modem compatibili MAP-T. Non sono molti. E in entrambi i casi parliamo di reti nativamente IPv6 con meccanismi di traduzione. Questo introduce ulteriori complessità lato compatibilità applicativa e gestione porte.
PPPoE, al contrario, è oggi il protocollo più diffuso al mondo. La compatibilità è praticamente totale. Qualsiasi modem commerciale lo supporta senza vincoli.
Sul tema performance, è vero che in passato il single thread era un limite reale. Oggi la situazione è diversa. I principali router OS che hai citato supportano PPPoE in multi thread. Ubiquiti ha introdotto accelerazione per scenari multi gig. I modem di fascia attuale, Fritz, TP-Link, ZTE, integrano accelerazioni hardware dedicate. Le criticità emergono solo con hardware molto economico o datato.
Nel mondo reale, con apparati adeguati, saturare profili multi gig in PPPoE non è più un problema strutturale.
Va poi considerato l’utente medio. L’obiettivo primario è avere una connessione stabile e dispositivi che funzionino senza configurazioni particolari. Introdurre tecnologie meno diffuse rischia di aumentare la complessità invece di ridurla.
Noi utilizziamo il DHCP per l’autoconfigurazione del modem, ma la sessione resta in PPPoE. È una scelta di equilibrio tra automazione e massima compatibilità.
Se in futuro il mercato convergerà davvero verso uno standard IPoE interoperabile, senza vincoli proprietari e senza impatti sull’esperienza utente, valuteremo con grande attenzione il cambiamento. Oggi, onestamente, non vediamo benefici concreti tali da giustificare una transizione che potrebbe generare più disagi che vantaggi.